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Oggi l’indicatore preferito dalla FED: ecco qual è

Oggi l’indicatore preferito dalla FED: ecco qual è

In una settimana in cui la maggior parte dei mercati principali è in attesa della FED, la Brexit torna prepotentemente alla ribalta. La Sterlina sta letteralmente affondando sui minimi pluriennali e non sembrano esserci validi supporti in grado di arrestare la discesa. L’uscita senza accordo, lo ripetiamo, è un’opzione presa in considerazione e ciò ovviamente non piace ai mercati. A livello tecnico il minimo in normali condizioni di mercato (non durante il flash crash di ottobre 2016) è stato 1,1980 nel gennaio 2017 e ci stiamo avvicinando a grandi passi. L'unico grande elemento da considerare è che il mercato delle opzioni è così incredibilmente a corto di sterline che qualsiasi segnale di un miglioramento delle prospettive potrebbe produrre un enorme rally.

 

Spostandoci dal Regno Unito la decisione di politica monetaria della BoJ non ha mosso una foglia. Kuroda ha confermato che la BoJ "non esiterà ad adottare ulteriori misure di allentamento e manterrà i livelli attuali dei tassi almeno fino alla primavera del 2020”. Lo Yen, in risposta, si è leggermente apprezzato ma senza grossi scossoni.

 

Wall Street nella giornata di ieri ha registrato un andamento misto con il Dow leggermente positivo e l'S&P500 in territorio negative a -0,2% ovvero 3021 punti. I futures leggermente positivi hanno contributo a sostenere i mercati asiatici: Nikkei + 0,3% , Shanghai Composite + 0,4%. Nelle materie prime le prospettive sull'oro sono contrastanti, mentre il petrolio sta provando a confermare i guadagni di ieri con un ulteriore mezzo punto percentuale.

 

L'indicatore del sentimento economico dell'Eurozona per luglio si è attestato a 102,7, ovvero leggermente al di sopra del 102,6 che avrebbe rappresentato i minimi da marzo 2016. Brusco il calo dal 103,3 precedente. Nella sessione USA attenzione al dato sull’inflazione preferito dalla Fed, la spesa per il consumo personale che con una crescita del + 0,2% sul mese potrebbe portare l’inflazione base annuale al + 1,7%, attestandosi a + 1,6% negli ultimi due mesi. La fiducia dei consumatori del Conference Board è prevista alle ore 16 e dovrebbe mostrare un discreto rialzo a 125,0 (da 121,5 di giugno).

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