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Ottimismo il vista del G-20, ma forse è troppo

Ottimismo il vista del G-20, ma forse è troppo

I leader del G-20 si sono riuniti in Giappone ed è qui che si concentra l'attenzione dei trader. C'è un certo ottimismo sull’esito dell’attesissimo incontro Trump-Xi sulla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. È questo ottimismo che ha spinto l’azionario asiatico durante la notte ed è questo stesso ottimismo che sta guidando il rialzo dell’azionario europeo (idem I futures USA). Per la prima volta da giorni è possibile notare lo spostamento di liquidità dai beni rifugio verso asset più rischiosi.

 

Attenzione però a dare per scontato un accordo perché nonostante Mnuchin abbia dichiarato che l’accordo è pronto al 90%, il Presidente Trump ha parlato di altre tariffe e di un piano “b” nel caso non si riesca ad arrivare ad una soluzione. Dichiarazioni contrastanti quindi, che certo non aiutano a prendere una decisione definitiva.

 

La guerra commerciale in corso sta avendo un impatto sui dati economici cinesi e a tal proposito il presidente Xi avrà sicuramente i propri piani per porre un freno al rallentamento economico. La guerra commerciale che dura ormai da quasi un anno non va bene per entrambe le parti, prima arriveranno ad ammettere questo fatto meglio sarà per tutti. E’ chiaro che se nel weekend non si dovesse giungere a un accordo i mercati potrebbero reagire piuttosto male.

 

Se dovessimo stilare un bilancio da inizio anno ad oggi, è evidente che Trump avrebbe comunque dalla sua parte l’andamento di Wall Street: l'indice S&P500 è salito del 16.23%, il Dow Jones ha scalato il 13.76% mentre l'indice NASDAQ è in testa con un guadagno del 19.21%. L'indice di volatilità, il VIX, è in calo di oltre il 36% da inizio anno e lo stesso indice per i mercati europei, il VSTOXX, è calato del 41%. Chiaramente, la tendenza dominante è a favore delle attività più rischiose.

 

Venendo all’Europa, Boris Johnson ha minimizzato le prospettive di un accordo senza Brexit dicendo che le probabilità sono "un milione contro uno" che il Regno Unito possa lasciare l’Europa senza un accordo. Nonostante questi commenti, la Sterlina non ha ancora risposto positivamente e il Cable ha rotto il livello critico di 1,27. Il supporto più vicino è a 1.2644 e una rottura di questo livello potrebbe aprire la porta al successivo livello psicologico di 1.26.

 

In termini di dati economici oggi è la giornata del PIL degli Stati Uniti relative al primo trimestre. Stiamo parlando della lettura finale, attesa al 3,1%. Se dovessimo registrare un numero più debole si potrebbe speculare sull’accelerazione nella decisione del taglio dei tassi da parte della FED, anche se dopo le dichiarazioni dell’altro ieri di Powell è bene non darlo per scontato.

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