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PMI Eurozona a picco, ora la parola alla BCE

PMI Eurozona a picco, ora la parola alla BCE

Negli ultimi giorni c'è stato un notevole rinforzo del dollaro. L'euro sta avvertendo la pressione in vista della riunione della BCE di giovedì, le aspettative di un taglio di 10 punti base sul tasso di deposito sono scese ma evidentemente l'aspettativa degli operatori è verso un orientamento sempre più accomodante. Per quanto riguarda la Sterlina il discorso è analogo in termini di comportamento del prezzo, ma qui pesa Boris Johnson come Primo Ministro. Come ben sappiamo è disposto a portare a compimento la Brexit entro il 31 ottobre, anche senza alcun accordo.

 

In tutto questo contesto la propensione al rischio è stata condizionata dall'annuncio di un accordo raggiunto per il tetto del debito federale degli Stati Uniti mentre i colloqui tra Stati Uniti e Cina sulle questioni commerciali riprenderanno lunedì. Le quotazioni dei beni rifugio sono scese mentre i rendimenti delle obbligazioni hanno guadagnato terreno dando sostegno al biglietto verde. Ma anche l’azionario ha mostrato una certa tonicità, tuttavia attenzione alla giornata odierna perché i flash PMI rappresentano una componente essenziale nella proiezione economica futura.

 

Wall Street ha chiuso la sessione di ieri con l’S&P 500 + 0,7% a 3005 punti, mentre i futures statunitensi sono rimasti sostanzialmente neutri durante la sessione asiatica. Mercati asiatici che hanno visto il Nikkei + 0,4% e lo Shanghai Composite + 0,6%. Gli indici europei sembrano tuttavia più cauti, con i futures FTSE -0,2% e i futures DAX quasi piatti. Sul fronte valutario, detto dell’Euro, del Dollaro e della Sterlina l’AUD sta perdendo quota sulla crescente aspettativa di un ulteriore taglio dei tassi da parte della RBA. Nelle materie prime abbiamo un oro in fase di lateralità, mentre il petrolio continua a salire grazie a un dato API più ampio del previsto.

 

Dicevamo dei PMI. Per quanto riguarda l’Europa cattive notizie, visto che il PMI manifatturiero è risultato inferiore alle attese in Francia, Germania e complessivamente nell’Eurozona. Nella sessione degli Stati Uniti il PMI manifatturiero delle 14:45 dovrebbe migliorare leggermente a 51,0 (da 50,6 come lettura finale del mese di giugno), mentre il PMI dei servizi dovrebbe passare a 51,7 (dal 51,5 finale di giugno ). Le vendite di nuove abitazioni negli Stati Uniti delle ore 16 dovrebbero crescere del 6% a giugno, portandosi a 660.000 (dai 626.000 di maggio). Per quanto riguarda il Petrolio le scorte di greggio dovrebbero scendere di -4,2 milioni di barili (-3,1 milioni di barili la scorsa settimana).

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