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Powell dovish, giù il dollaro e l’S&P500 sui massimi assoluti

Powell dovish, giù il dollaro e l’S&P500 sui massimi assoluti

I trader hanno completamente rivisto il loro punto di vista sul dollaro non appena il presidente della Fed Powell ha spalancato la porta al taglio dei tassi. Nella sua testimonianza al Congresso, Powell ha parlato dell'impatto del rallentamento dell'economia globale, della guerra commerciale in corso e dell'inflazione in calo. Sembra essere stato molto più accomodante del previsto, questo quello che è emerso dalle parole e questo è quello che ci stanno dicendo i mercati. A tutto ciò si sono aggiunti i verbali del FOMC dai quali abbiamo avuto la conferma che molti membri del comitato erano favorevoli a una politica monetaria più accomodante e una riduzione dei tassi a luglio è ormai la conclusione scontata.

 

È solo una questione di dimensioni, perché il potenziale taglio di 50 punti base ha possibilità concrete sebbene non sia ritenuto ancora probabile (circa il 30% di probabilità sui futures sui Fed Funds). Con un calo di 10 punti base sul rendimento del Treasury a 2 anni, il dollaro è stato messo sotto pressione di vendita. Ovviamente abbiamo avuto un forte rally sull’oro e dell’azionario con Wall Street che ha ritoccato i massimi storici toccando per la prima volta quota 3000 punti su S&P500. Attenzione però perché oggi avremo l’inflazione USA che potrebbe confermare o smentire la teoria di Powell. Se dovesse esserci una sorpresa negativa (specialmente nella lettura di base) le probabilità di un taglio tassi di 50 punti base crescrebbero e il dollaro andrebbe incontro a ulteriori vendite.

 

Wall Street come detto ha festeggiato con l’S&P 500 + 0,5% in più a 2993 (sotto il picco intraday di 3003). I mercati asiatici sono cresciuti, il Nikkei + 0,5% e Shanghai Composite + 0,1% mentre in Europa registriamo una relativa debolezza del DAX rispetto agli altri listini del vecchio continente.

 

Sul calendario economico odierno avremo anzitutto i verbali BCE, che ci diranno qualcosa in più sull’ultimo meeting della Banca Centrale. Poi spazio all’inflazione USA con il dato primario visto in calo a + 1,6% (da + 1,8% a maggio), mentre il core dovrebbe rimanere sul + 2,0% (+ 2,0% a maggio).

 

Dopo la seconda testimonianza di Powell al Congresso, parlerà Randal Quarles (membro votante, centrista) alle 19:30.

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